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Venerdì, 21 Aprile 2016

Intervista a Pinuccia Musumeci presidente dell’Associazione iosempredonna onlus e di Toscana Donna

Da parte dei medici è fondamentale non parlare alla paziente, ma parlare con la paziente

Gentilissima Pinuccia Musumeci,
(presidente dell’Associazione iosempredonna onlus e di Toscana Donna) ringraziandoLa di aver accettato di rilasciare questa Sua breve intervista alla rivista free-press di medicina MEDICARE Le chiediamo per prima cosa quale è stato il Suo apporto specifico al Convegno ovvero l'oggetto del Suo intervento

Raccontare le attività delle associazioni da me presiedute e la mia personale testimonianza, in termini di qualità

Nel Suo specifico ambito di intervento valuta che ci siano stati dei progressi significativi in tempi recenti tali da migliorare significativamente la qualità della vita ed addirittura l'aspettativa di vita?

Gli strumenti diagnostici e terapeutici sempre più sofisticati ed una più importante adesione delle donne allo screening mammografico, hanno consentito l’aumento delle aspettative di vita ed una migliore qualità della vita (anche durante le terapie).

Le tecnologie digitali stanno contribuendo fattivamente, così come in tanti altri campi della nostra quotidianità, al miglioramento delle prestazioni professionali nel Suo specifico ambito di intervento?

I successi dovuti al progresso scientifico e tecnologico, hanno dato rilevanti risultati, ma paradossalmente, proprio a causa di tali successi e di tale progresso, si registra una sempre maggiore sfiducia ed insoddisfazione del medico di base nei confronti della propria professione, una sorta di demoralizzazione, che lo indirizza verso uno status quo di puro “erogatore di servizi”

Come pensa che si potrebbe migliorare la comunicazione fra medici e pazienti al fine di una migliore prevenzione ma anche una migliore comprensione ed accettazione delle terapie proposte?

 Riportando al centro la relazione di cura (che è essenzialmente relazione tra persone) e l’idea che l’oggetto primario della preoccupazione e dell’impegno dei medici non siano le malattie delle persone, ma le persone ammalate. Il primo passo perché la persona torni al centro della relazione di cura, come previsto nelle Breast Unit, è che il medico recuperi il senso che la patologia aggredisce il corpo, ma la malattia è un fatto che riguarda la persona nella sua interezza psicofisica

 Le chiediamo, infine, secondo Lei cosa potrebbe fare un periodico free-press come Medicare per migliorare il rapporto comunicativo medico-paziente e fornire conseguentemente un adeguato supporto informativo oltre a pubblicare questo Suo prezioso intervento.

 Un periodico free- press potrebbe essere utile nel fornire ai vari attori un linguaggio comune.

La persona malata manca di quasi tutte le informazioni necessarie per compiere scelte e decisioni razionali, che sono della massima importanza per la sua vita.

Da parte dei medici è fondamentale non parlare alla paziente, ma parlare con la paziente con un linguaggio medico che deve cambiare stile espositivo e soprattutto mentalità, diventando comprensibile.

Agire contro il cancro, vuol dire mettere in essere una serie di azioni comuni: offrire uno stesso linguaggio ai medici ed alle pazienti, permette alle donne che incontrano il Cancro al seno, di raggiungere la consapevolezza dei propri bisogni. Questa azione permette un’aderenza della paziente al piano terapeutico basato sul consenso veramente informato, creando contestualmente un’alleanza terapeutica di tutti gli attori nel percorso della malattia

 Parlare la stessa lingua indirizza verso i veri programmi di una disciplina oncologica umanizzata.

Grazie per la Sua disponibilità

Medicare Free Press - Dove leggere di Medicina in Toscana: rivista medico-scientifica disponibile nei centri di analisi e poliambulatori della Toscana è lieta di segnalare questo evento in un'ottica di miglioramento informativo del rapporto medico-paziente e di maggiore consapevolezza della propria salute e delle opportunità di cura.