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Venerdì, 5 Maggio 2016

Intervista con l'Assessore al diritto alla salute della Regione Toscana Stefania Saccardi

In occasione del  XXXIV Congresso Nazionale della Società Italiana di Chirurgia Vertebrale e Gruppo Italiano Scoliosi recentemente tenutosi a Firenze pubblichiamo un'intervista all'Assessore al diritto alla salute della Regione Toscana Stefania Saccardi che ha partecipato al Convegno.

Nel Suo specifico ambito di intervento valuta che ci siano stati dei progressi significativi in tempi recenti tali da migliorare significativamente la qualità della vita ed addirittura l'aspettativa di vita?

"Sì, senz'altro, progressi molto significativi. Sono migliorati gli stili di vita, l'alimentazione, la prevenzione, la qualità delle cure. Ne è la prova l'allungamento dell'aspettativa di vita, che in Toscana è cresciuta tantissimo, passando per gli uomini dai 78,1 anni del 2002 agli 81 del 2014, per le donne dagli 83,6 agli 85,5 anni. E non è solo una questione di allungamento della vita: le persone arrivano all'età avanzata in buona salute e con una buona qualità di vita. La popolazione anziana continua a crescere (929.050 over 65), se oggi rappresenta un quarto del totale, nel 2050 arriverà a un terzo. Sempre di più è necessario che queste persone invecchino in buona salute e il più possibile in autonomia."

Le tecnologie digitali stanno contribuendo fattivamente, così come in tanti altri campi della nostra quotidianità, al miglioramento delle prestazioni professionali nel Suo specifico ambito di intervento?

"Sicuramente i progressi  fatti nel campo delle tecnologie digitali e, più in particolare, nell’ambito della sanità digitale, hanno portato ad un miglioramento tangibile delle prestazioni professionali  per gli operatori della sanità. Questo risultato è evidente soprattutto se consideriamo la maggiore capacità di trasmissione, scambio e condivisione delle informazioni cliniche e di protocolli diagnostici tra medici e professionisti sanitari e la semplificazione amministrativa che deriva dall’uso delle nuove tecnologie.
Questo processo di miglioramento è sicuramente facilitato dalla maggiore diffusione di tecnologie tra i medici e il personale sanitario: sempre più operatori sono in grado di usare strumenti diversi in base al lavoro che devono svolgere, ad esempio smartphone e tablet al posto di computer, e l’utilizzo di dispositivi mobili rende senza dubbio più immediata e veloce la ricerca di informazioni cliniche e la comunicazione tra colleghi, oltre a garantire come conseguenza una migliore presa in carico dell’assistito.
In sintesi,  i progetti di innovazione digitale devono fungere da vettore del cambiamento al fine di migliorare i processi organizzativi nel Sistema, con l’obiettivo di accrescerne la qualità e diminuirne i costi. Le tecnologie dell’informazione e delle comunicazioni rappresentano una componente essenziale nell’aumentare il tasso d’innovazione nei processi di erogazione dei servizi al cittadino, nei processi di organizzazione interna alle aziende e agli enti e nel garantire gli strumenti indispensabili al governo e al controllo del sistema. Per ottenere i risultati attesi vi è l’obbligo di coordinarsi, di lavorare insieme, di fare sistema, integrando tecnologie, processi, persone.
In questa ottica si pone il progetto Carta Sanitaria avviato nel 2010, che ha come obiettivo principale la costituzione del Fascicolo Sanitario Elettronico (FSE)."

Come pensa che si potrebbe migliorare la comunicazione fra medici e pazienti al fine di una migliore prevenzione ma anche una migliore comprensione ed accettazione delle terapie proposte?

"Questo è uno dei problemi fondamentali della medicina moderna. La medicina propone continuamente soluzioni nuove, spesso molto costose. Ma in molti casi i medici non hanno il tempo sufficiente per ascoltare le esigenze dei pazienti e spiegare loro la portata di queste nuove terapie. Il rapporto, la relazione umana è fondamentale per la medicina. Se vogliamo che questo rapporto umano migliori, dobbiamo dare più spazio al tempo come tempo di cura: non solo fogli da riempire o terapie da applicare, ma tempo per ascoltare e parlare con il paziente."

Le chiediamo, infine, secondo Lei cosa potrebbe fare un periodico free-press come Medicare per migliorare il rapporto comunicativo medico-paziente e
fornire conseguentemente un adeguato supporto informativo oltre a pubblicare questo Suo prezioso intervento.

"Senz'altro, come peraltro vedo che già fate, usare un linguaggio semplice e comprensibile nel trattare gli argomenti medici, salvaguardando comunque il livello scientifico della comunicazione. E magari anche dare voce al paziente, alle sue esigenze, alle sue domande, alle sue istanze. Tutto ciò che contribuisce a migliorare e rendere più fluido il rapporto medico-paziente, rende un grande servigio alla professione medica e alla sanità."